Al Torino Film Festival la presentazione del Manifesto per l'accessibilità e la fruizione in autonomia del cinema 

Primo piano

Oggi, martedì 26 novembre, siamo stati al Torino Film Festival per la presentazione del Manifesto per l’accessibilità e la fruizione in autonomia del patrimonio culturale cinematografico. Il Manifesto, redatto dall'Associazione Cinemanchìo e sottoscritto dall'ENS, rappresenta una tappa fondamentale nel promuovere una nuova coscienza e un approccio innovativo nelle buone pratiche per la partecipazione attiva delle persone con disabilità alla vita culturale e sociale del Paese in un'ottica di inclusione, autodeterminazione e pieno sviluppo della persona.

La fruizione in autonomia del patrimonio culturale deve essere un caposaldo degli indirizzi culturali nel nostro Paese e il Manifesto che abbiamo contribuito ad elaborare costituisce un riferimento per le esperienze che scaturiranno in futuro. Dal cinema può e deve arrivare il segnale di avvio di una nuova cultura dell'accessibilità e di un cambio di prospettiva sulla disabilità - non più mancanza ma semplice condizione di vita - perché la sala cinematografica è il luogo di aggregazione più diffuso sul territorio nazionale.

Il Manifesto nasce dopo anni di confronti, approfondimenti e ascolto di ciò che proviene da centinaia di migliaia di famiglie in tutta Italia e dalle principali associazioni che rappresentano le persone con disabilità; da questo lavoro comune si è giunti a un primo punto di arrivo ricco di significati. Alla presentazione di oggi era presente, delegato dal Presidente ENS Giuseppe Petrucci a rappresentare la Sede Centrale ENS, Antonio Iozzo, Presidente del Consiglio ENS Piemonte. Il Cav. Iozzo ha potuto ricordare il contributo dell'ENS nella redazione del Manifesto ed evidenziare quella che è la nostra preferenza obbligata per garantire alle persone sorde la piena accessibilità al cinema: i sottotitoli in sovraimpressione incorporati nel film stesso

Il Manifesto segna la rotta da seguire per consentire di andare al cinema tante persone che oggi ne sono escluse ma servono strumenti per arrivare concretamente a questo traguardo che lo Stato deve obbligatoriamente fornire. Il percorso per raggiungere la piena accessibilità è ancora lungo e in salita ma oggi a Torino abbiamo dimostrato che collaborando con tutte le parti in causa e lavorando con impegno e serietà possiamo far diventare l’Italia una vera avanguardia europea nel campo dell’inclusione culturale.

Perché TUTTI hanno il diritto di godere pienamente del piacere profondo suscitato dall'arte - senza alcun tipo di barriera, che sia architettonica, comunicativa o emotiva - e di partecipare attivamente alla vita sociale e culturale del Paese. 

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