Sostegno al riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana (LIS)

Lingua dei Segni

Onorevoli Senatori e Deputati, sento il dovere di intervenire in qualità di Presidente della FAND in merito ai recenti attacchi e tentativi di impedire il legittimo riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana da parte dello Stato ed alle richieste di cittadini sordi che hanno la sola pretesa di veder riconosciuta la loro lingua e garantiti tutti gli strumenti per l’abbattimento delle barriere della comunicazione.

L’accessibilità alla comunicazione ed all’informazione nel disbrigo delle pratiche quotidiane è spesso negata o ottenuta con grandi sacrifici personali dalle persone sorde, al pari di tutte le persone con disabilità che ogni giorno lottano per ottenere anche i più semplici diritti. Purtroppo a chi non vive sulla propria pelle la disabilità, qualsiasi progetto finalizzato a rendere autonoma la persona disabile fa paura, perché rende accessoria tutta la sovrastruttura che ruota intorno alla disabilità costruita, ahimè, a beneficio di pochi e non certo dei disabili.

Qui è in gioco la vita delle persone ed il loro diritto di scelta, la loro libertà di poter comunicare con la modalità più adatta alle esigenze personali, al background di vita ed attitudini. I cittadini sordi chiedono il semplice rispetto della Legge dello Stato n. 18 del 3 marzo 2009, con cui l’Italia ha ratificato e fatto propria la “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità”.

La Convenzione ONU infatti – esplicitando subito (art. 2) che per linguaggio si intendono “le lingue parlate e la Lingua dei Segni, come pure altre forme di espressione non verbale”, in diversi passaggi (art. 9 “Accessibilità”; art. 21 “Libertà di Espressione e Opinione, ed Accesso all’informazione”; art. 24 “Istruzione”; art. 30 “Partecipazione alla Vita Culturale, Ricreativa, al Divertimento e allo Sport”)-  impegna gli Stati a riconoscere, promuovere, tutelare, diffondere, facilitare l’utilizzo delle le lingue dei segni presenti nei Paesi che, come l’Italia, l’hanno ratificata.

Ben vengano tutte le opportunità tecnologiche, gli ausili, i percorsi logopedici, ma questi sono tasselli di un unico grande progetto che è quello che ruota intorno alla PERSONA.

Nessuna soluzione esclude le altre, tutte rappresentano dimensioni, esperienze, scelte che si integrano e supportano la persona nel faticoso cammino dell’inclusione sociale. Il diritto di scelta è il principio che va garantito a tutti i cittadini, poiché ci consente di vivere liberamente la nostra vita. Ciò che è fondamentale è il rispetto della libertà individuale, perché la persona sorda possa essere innanzitutto autonoma di scegliere e di accedere all’informazione, alla comunicazione e a tutte le risorse e opportunità del vivere civile.

Le persone con disabilità vivono la disabilità sulla propria pelle, sperimentando quotidianamente esclusione e discriminazione sociale e chiediamo pari opportunità per tutti.

Riteniamo che occorra oggi più che mai mutare pensiero garantendo alle persone con disabilità la facoltà di determinare il proprio destino, ad avere rilevanza e priorità nelle scelte che riguardano le loro vite, garantendo il diritto alla LIBERTÀ DI SCELTA DELLA COMUNICAZIONE.

Chiediamo rispetto per gli altri, abbandonando, una volta per tutte, il pregiudizio che il riconoscimento di un diritto limiti la libertà di altri.

Per questo auspichiamo che lo Stato Italiano, nel pieno rispetto della Convenzione ONU e dei diritti dei cittadini sordi, pervenga nel più breve tempo possibile al riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana (LIS), così come già avvenuto nella maggior parte dei Paesi Europei per le rispettive lingue dei segni nazionali.

Nel ringraziarVi per l’attenzione, Vi invio un cordiale saluto.