1° Maggio, giorno di festa e, soprattutto, rivendicazione

Primo piano

Il 1° maggio è la festa dei lavoratori, la festa del lavoro. Questa giornata così importante in tutto il mondo è contemporaneamente un momento di festa e di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche o sociali, per affermare i propri diritti e per migliorare la propria condizione.

Quest’anno, purtroppo, per la comunità sorda il 1° maggio è più di rivendicazione, che di festa. “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, recita il primo articolo della nostra Costituzione, e quindi l’inserimento delle persone disabili dovrebbe essere una prerogativa, una questione di primaria importanza. Invece la quota di sordi avviati al lavoro è scesa nel tempo fino a toccare percentuali irrisorie: 0,52% nel 2008, 0,67% nel 2009, 0,45% nel 2012, 0,48% nel 2013. L’ENS per porre rimedio a questa situazione inaccettabile ha contribuito alla stesura di una proposta di Legge presentata alla Camera dei Deputati per l’inserimento obbligatorio delle persone sorde in quota minima nei posti riservati alle categorie protette. Tutti devono aver presente che la mancanza di opportunità occupazionale aggrava la condizione di isolamento ed impedisce il pieno sviluppo delle persone con disabilità uditiva. Per le persone sorde lavorare significa avere più opportunità di integrarsi, di definire al meglio un proprio progetto di vita, di essere più autonome. E’ necessario fare in fretta, quindi, farci sentire e lottare per i nostri diritti e per raggiungere i nostri obiettivi.

Buon 1° maggio a tutti, con la speranza che nei prossimi anni sia più un giorno di festa.